Quello che mi manca

Pur non essendo una fan della televisione, Fabio Fazio mi è simpatico e lo apprezzo come un valido professionista, visto che fra i pochi programmi che seguo, quando posso, c’è proprio il suo Che tempo che fa. Ero quindi abbastanza curiosa di seguirel’ultima delle sua creature, dell’invitante nome di Quello che non ho.

Le aspettative erano molte, visto che io credo fermamente che, in questa martoriata Italia, la necessità per noi cittadini di riflettere a voce alta e senza pregiudizi, di maturare la sensibilità necessaria ad impegnarci tutti un po’ di più per il benessere comune, sia una esigenza reale, sentita da tantissime persone. Ed è indubbio che programmi di questo tipo inducano proprio a questo tipo di riflessione.

Il programma, nonostante un persistente senso di deja vù, è comunque gradevole ed interessante. Ma a me ha lasciato un profondo senso di vuoto, che cozza fortemente con il titolo che gli autori hanno scelto.

Come già per Vieni via con me, ho assistito, abbastanza sgomenta, allo sfilare in passerella di tanti uomini illustri e noti… e le donne? le donne dove sono?
E’ scoraggiante e deprimente constatare che, nella televisione del 2012, anche un programma serio come questo riservi solo uno spazio di marginalità al pensiero di più di metà della popolazione.

Quello che mi manca è la voce delle donne. Perchè è una ricchezza incommensurabile per la nostra società.

Anche se tanti signori uomini fanno finta di non capirlo.

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