Ma che amore é?

Era già da un po’ che volevo fare due riflessioni su un trafiletto apparso sul numero del periodico Oggi del 15 dicembre.

Nelle varie rubriche in cui personaggi del mondo della cultura esprimono un commento su questioni all’ordine del giorno, la scrittrice Antonella Boralevi replica alla domanda. Se suo marito cambia sesso e lei “se lo tiene”: ma che tipo di amore è?

Spunto per la domanda è il caso di Alessandra Bernaroli, una signora M2F che, dopo avere cambiato sesso, si è vista annullare il matrimonio contratto alcuni anni prima. Ha fatto ricorso contro l’annullamento ed il giudice le ha dato ragione.

Il caso ha avuto una certa risonanza per le implicazioni legali, ma a me non interessa entrare negli aspetti giuridici della questione, solo nella domanda posta nel trafiletto:

Che tipo di amore è?

Non me ne voglia la buona Boralevi, ma l’argomento è stato affrontato con estrema superficialità.

A partire dal presupposto. Sarebbe stato sufficiente leggere alcune delle inteviste rilasciate da Alessandra per capire che nessuno realizza dall’oggi al domani di vivere in un corpo sbagliato. E così è stato anche in questo caso: Alessandra ha infatto dichiarato a Repubblica Per anni ho represso la mia vera natura e appartenendo a una famiglia cattolica molto severa, ho fatto finta di essere un uomo dedicandomi al culturismo e andando con le ragazze.

Ma l’analisi prosegue:

(Questa moglie) ha dunque accettato quello che pare insostenibile. La sua scelta ci pone molte domande: sul matrimonio, sull’amore, forse anche su qualcosa d’altro, che proveremo a decifrare. (…) Questa moglie parla d’amore dicendo Voglio il tuo bene. Dice: Ti starò accanto perchè sei tu, in qualunque caso … Sarà amore platonico, vicinanza di anima e non di corpi? Sarà amore omosessuale? A cosa rinuncia, questa moglie, per questo tipo di amore? Non è più amore coniugale, non é amore omosessuale. E’ dono di sè‚ in quale forma? Solo chi la vive sa i perchè‚ di questa storia. Ma, rendendola pubblica, ci autorizza a fare ipotesi. Il fatto che il marito, sindacalista, ne faccia una battaglia politica, dà una possibile ragione: il sentimento di combattere insieme per una idea di libertà. Spiegare la propria sofferenza dandole un senso che la travalica. O forse, in questo restare accanto tenacemente, c’é l’angoscia che tutti ci attanaglia: quella di restare soli.  

Alla signora Boralevi vorrei dare una risposta basata sulla mia personale esperienza.

E’ Amore con la ‘A‘ maiuscola. Un amore forte e sincero fatto di accettazione e di dedizione al partner.

E lo testimonia il profondo rapporto che vivo da quasi venti anni con la mia compagna, e che è forte oggi tanto quanto agli inizi di questo nostro cammino.
E’ vero, è un rapporto diverso da quello che ci si può aspettare da una coppia normale. Ma questo non dovrebbe sorprendere, visto che sono costretta ad esprimermi con i limiti impostimi dal corpo che mi ritrovo.

Ma, mi chiedo, cosa è più importante in un rapporto di coppia? Cosa viene prima di tutto?
Edonismo ed apparenza? Bellezza e apparenza? Sesso sfrenato?
O sostanza, comunione di intenti, costruzione di una entità diversa dalla somma dei singoli componenti?

Possiamo mettergli tutte le etichette che vogliamo, ma la sostanza rimane. E’ Amore, ed è amore di ordini di grandezza più forte e tenace di quello di tante coppie normali che conosco.

Perchè per me l’Amore è innanzitutto affinità di cuore (o di anima, se si crede alla sua esistenza). E l’esperienza che ogni persone T* è costretta a vivere ci mette nella condizione di essere molto più attente e sensibili a ‘quello che c’è dentro’, piuttosto che a quello che appare.
E’ un rapporto in cui non esiste l’egoismo, in cui le due componenti lavorano assieme per il bene della coppia, anzichè andare ognuno per la propria strada.

Forse è raro trovare una persona che sappia sporgersi oltre le barriere del fisico e guardare dentro. Ma, per fortuna, succede.

Quanti ‘amori coniugali’ sono basati sugli stessi presupporti?
E quanti, invece, sono costruiti solo sull’angoscia di restare soli?

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4 thoughts on “Ma che amore é?

  1. provo una sorta d'invidia per la coppia oggetto del dibattito dell'articolo da te menzionato. si perchè una coppia che resta unita anche durante un percorso simile che immagino non sia per nulla semplice, vuol dire che è veramente innamorata. io invidio l'amore che lega due persone che riescono ad affrontare quotidianamente tutto questo insieme e vorrei prima o poi provare anche io una cosa simile.
    frequentemente le coppie si lasciano per sciocchezze, si discute ore o giorni per dettagli, loro invece hanno superato tutto ciò e sono arrivati ad un grado di amore ben più elevato della media.
    hai ragione, proprio per quello che soffrono le/i T, sviluppano una sensibilità maggiore che li porta indubbiamente a vivere qualsiasi emozione con poìiù intensità.
    credo che una coppia del genere dovrebbe esser presa come modello da tutti noi.

  2. fantastico quello che hai scritto sull'amore.
    credo che se anche la vita con te da una parte è stata ingiusta regalandoti un corpo che non senti tuo, dall'altra ti ha regalato un amore del genere che credimi, è una cosa rara, rarissima.

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