La magia nel XXI secolo

A.C.Clarke, grande autore di fantascienza, soleva dire che ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia.E cosa c’è di più magico dei tanti gadget ipertecnologici che usiamo quotidianamente?
Non dovrei quindi meravigliarmi nel constatare come alcune notizie siano in grado di fare il giro del mondo solo perchè ammantate dal fumo del mistero tecnologico, ma in mancanza totale di un arrosto che ne giustifichi la diffusione.

Ma rimango lo stesso perplessa nel notare il risalto dato alla notizia del cellulare di legno che è circolata su vari blog dal contenuto tecnologico ed è addirittura approdata alla prima pagina de repubblica.it  come tema caldo. Repubblica lo descrive così: è la dimostrazione che anche senza costosi impianti industriali, chiunque può costruire un cellulare a casa sua. (…) Al Mit l’hanno realizzato a scopo dimostrativo e di ricerca modellando lo chassis di legno con una stampante 3D…”

E’ facile comprende che il nome del mitico Massachusetts Institute of Technology possa indurre a pensare di trovarsi di fronte a qualcosa di straordinario, ma così non è. Non c’è nulla di esoterico nella realizzazione di quegli studenti da giustificarne il risalto. L’unica cosa originale e degna di nota è caso mai il contenitore in legno (che non è frutto di un plotting 3d, ma più semplicemente tagliato al laser).

La cosa è evidente anche dalle foto dell’hardware finito, ma l’immagine più chiara è quella del prototipo, qui a destra. Quelli che si vedono sono dei moduli standard basati su un progetto open-source denominato arduino.  La scheda di sinistra è il controllore, un minuscolo computer programmabile, mentre i moduli al centro (denominati Shield) sono schede progettate per estendere le capacità del controllore. In particolare il modulo di colore rosso è uno shield GSM (un SM5100B): sostanzialmente un telefono senza tastiera e senza display. Esemplificativa è la descrizione che ne fa il produttore: “E’ possibile usare questo modulo per fare la quasi totalità delle funzioni di un telefono cellulare: voce, messiaggi SMS, connessioni GSM/GPRS …”

D’altro canto il progetto arduino è nato proprio con lo scopo di rendere disponibile, sia agli hobbisti che alle scuole, un ambiente di sviluppo economico e facilmente espandibile per sviluppare progetti e per acquisire conoscenza e know-how. Proprio per questo motivo sono prodotti open-source, di larga massa e facilmente acqustabili: nulla di esoterico e nulla di nuovo. Di scuole ed hobbisty che programmano con arduino e con i suoi shield, compreso i moduli GSM, ce ne sono a migliaia e non farebbero notizia se non avessero l’eticatta M.I.T.

Peccato che una notizia degna di nota c’era, ma è passata completamente sotto silenzio: arduino è un progetto italiano, nato in quella città di Ivrea che è stata la culla del primo elaboratore elettronico personale del mondo, la Olivetti Programma 101.

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