SALVE Sabrina

Le due parole mi folgorarono come saette, scuotendomi dai miei pensieri. Spalancai gli occhi dallo stupore, e mi ritrovai avvolta in un candore tanto splendente da fare male. Del prato fiorito su cui volavo giusto un istante prima, mentre accarezzavo teneramente il mio amato mondo, non c’era più traccia.
Ero intrisa di nebbia sino alla radice dei capelli. Ma era un manto caldo ed avvolgente… direi quasi amichevole. Non la classica bruma che ti gela la mente e l’anima. Ciò nonostante ero impaurita: non sapevo dove mi trovassi, né cosa stesse per capitarmi.
Provai a scrutare attorno a me. Cercavo il punto da cui si irradiava la luce accecante, sperando di individuare qualcosa che alleviasse il mio profondo disorientamento.

Nulla.

Porto istruzioni dall’ALTO

Questa volta riuscii a discernere la direzione del suono. Il mio timore iniziava a montare in terrore. La mente, razionale, continuava a respingere i segnali che riceveva dai sensi, ma l’anima andava realizzando che stavo per vivere un’esperienza straordinaria.
Raccolsi tutte le forze che avevo ed iniziai timidamente a girarmi nella direzione della voce. Non distinguevo nulla oltre il mio naso e la luce era insopportabilmente accecante. Solo stringendo gli occhi ed aguzzando la vista iniziai a delineare una figura gigantesca, eterea e diafana, che si staccava a malapena dal candore ubicuo.
Il terrore puro mi invase tutta. Aveva sei ali!

Io, un modestissimo angelo della terza sfera, mi ritrovavo al cospetto di un araldo dei piani alti! Un solo pensiero mi congelò la mente: cosa avevo fatto di male?
Sentii l’impulso irrefrenabile di prostrarmi, anche per nascondermi all’apparizione, ma nel luogo dove mi trovavo non c’era un pavimento.
Ero incastrata, non avevo scelte: dovevo affrontare la situazione.

Con uno sforzo angelico recuperai tutta l’energia residua per dare fiato alle mie trombe.

“…..ssssssì??” fu il flebile suono che riuscii a fare uscire dalla mia bocca.

“Non avere paura – proseguì l’Angelo – e rilassati. So bene che non sei solita a simili incontri…”

Già a queste parole sentii il cuore, che era precipitato sotto i piedi, iniziare una lenta risalita

“… ma sei impegnata in uno scontro che devi affrontare in modo giusto, ed io sono qui per ricordartelo”.
“Le tue direttive sono queste, e vengono direttamente dal Capo.”
“Devi affrontare la lotta con le giuste armi. Metti da parte il tuo spirito bohemienne e ricorda che la natura ha più facce. Può essere dolce e materna, ma anche devastare e distruggere. Il tuo compito è quello di trovare la strategia migliore per affrontare ogni singola prova. E se è necessario usare gli artigli, attrezzati per averli disponibili al momento giusto.”

L’eco indigesto delle sue parole rimbalzava ancora nella mia mente quando un bagliore mi accecò, facendo perdermi i sensi.
Mi risvegliai stesa sul prato.

Sogno? Realtà?
Non so!
Sicuro, son (censura) miei!


Ps: no, non chiamate la neuro. E’ un testo da ‘contest’ per Il salotto di Angeli & Diavoli.

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3 thoughts on “Intermezzo

  1. Beh, se lo leggi di seguito agli altri post del mio blog il dubbio che sia uscita pazza è più che legittimo… 😉

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