Buon compleanno, Mr.Moog

Oggi ricorre il 78 anniversario della nascita di Robert A. Moog, inventore dell’omonimo strumento che tanto ha inciso sull’evoluzione del gusto musicale degli ultimi decenni, e Google gli ha dedicato uno dei più bei doodle di tutti i tempi.

Salta subito all’occhio di chi lo abbia avuto per le mani la somiglianza con la più famosa e diffusa delle creature dell’eclettico inventore statunitense: il mitico Minimoog. Ma la cosa più interessante è che si tratta di uno strumento attivo ed utilizzabile concretamente, visto che dispone di tre oscillatori, mixer, banco dei filtri, ADS ed un registatore a quattro tracce in grado di fare overdub. Le session registrate sulla minitastiera possono essere poi condivise su internet su Google+. L’unica cosa un po’ strana è il layout del pannello, che non segue il flusso logico di generazione del suono. In questo video Cyril Lance, capo ingegnere della Moog, mostra le possibilità di generazione di suono di questo innocente gadget, che permette a tutti di giocare con la sintesi sonora sottrattiva.

Al minimoog sono legati i ricordi di tante persone della mia età. Basta pensare ad Impressioni di Settembre della P.F.M., che senza il segmento di ritornello eseguito con il moog sarebbe stato sicuramente un’altra cosa. Peraltro, nonostante fosse una versione ridotta del suo progenitore Modular Synthetizer, si trattava comunque di uno strumento costosissimo, e si narra che la PFM non potendo all’epoca permetterserlo lo ottennero in prestito dall’importatore Monzino.
Lo stesso anno uscirono altri successi legati al suono dello strumento come Noi due nel mondo e nell’anima dei Pooh o Il gabbiano infelice di Federico Monti Arduini (alias il Guardiano del Faro).
Quelle sonorità synth-pop divennero però rapidamente inflazionate da diventare stucchevoli: basta pensare al tormentone del ’72 – Popcorn.

Moog aveva iniziato la sua carriera producendo uno strumento musicale ben poco noto, il Theremin, un eterofono che si suona senza che le mani tochino lo strumento, ma dal suono discretamente familiare: lo si può ascoltare sul finale di Good Vibrations dei Beach Boys.

L’invenzione che avrebbe dato una svolta alla sua vita ed alla storia della musica è stata la creazione del Modular Synthetizer, uno strumento pensato per dare espressività ad i musicisti e sviluppato in collaborazione con il compositore Herbert Deutsch e della tastierista Wendy Carlos. Fu proprio Wendy – che all’epoca era ancora Walter – a firmare il primo successo planetario che vedeva il Moog come protagonista: Switched-on Bach, una reinterpretazione in chiave elettronica di alcuni dei più famosi brani del compositore tedesco.

Nonostante le alterne vicende della sua azienda, Bob Moog ha continuato a lavorare tenacemente sui suoi progetti ed a perfezionare i suoi prodotti, fino a quando, nel 2005, il suo impegno è stato stroncato da un implacabile tumore.

Con lui è andato via un pezzo di storia della musica moderna… ma il suo spirito aleggia e continuerà ad aleggiare a lungo nelle melodie che ascoltiamo tutti i giorni.

Aggiornamento: il doodle da oggi è disponibile qui, mentre una guida rapida (in inglese) è consultabile sul sito della azienda Moog. Un’ultima considerazione: le performance del doodle variano in relazione al browser utilizzato: come è facile intuire, le migliori si ottengono utilizzando Chrome.

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