Berlusconi, per lo meno, è simpatico.

Sono stata una delle tante persone ad avere creduto e sostenuto – sin dalla sua nascita – il Partito Democratico, ed i valori ai quali si ispirava. Per lungo tempo ho sognato che dopo il lunghissimo dominio delle forze di destra, in quello che considero uno dei periodi più bui della nostra Italia, sarebbe giunto il momento di spostare la barra del timone e avviare una stazione nuova per il nostro Paese.

Dopo una stagione di divisioni e contrapposizioni, di attività finalizzate alla demolizione dell’avversario politico – che non a caso veniva spesso chiamato nemico – credevo che una forza politica progressista, che affonda le sue radici nella storia del socialismo, potesse essere l’unica realtà in grado di avviare un processo di pacificazione, proponendo a tutti gli italiani un modello che riducesse le disparità sociali e colmasse quel vuoto che da sempre esiste fra i comuni cittadini ed i piani alti.

Ma, ahimè, il sogno tale è rimasto.  Il partito a cui ho affidato il mio voto tutto ha fatto, fuorché quello che mi sarei aspettata facesse. E se qualcosa di sinistra, di morettiana memoria, è stato fatto è perché non se ne poteva proprio più fare a meno. Come le unioni civili, per cui abbiamo ripetutamente subito bacchettate dalla Commissione Europea.

Non mi si venga a dire che oggi sinistra e destra non esistono più. E’ un concetto, al più, che può avere un minimo di seguito solo per le formazioni politiche. Per noi cittadini, sinistra e destra, sono associati a concetti molto concreti, il principale dei quali è la disparità sociale. Che negli ultimi anni è cresciuta, anziché diminuire – come ci si sarebbe dovuti attendere da un governo a guida di ‘centro sinistra’.
La realtà, sconvolgente, è che –  tirando le somme – l’unica cosa di centro-sinistra di cui il PD si può vantare nella XVII Legislatura è stata la posizione sugli scranni del Parlamento.

Per lo meno alla fine di scoprono le carte. Renzi ieri ha scaricato Alfano, ed alla luce della indisponibilità a rapportarsi con gli ex di Articolo 1 è chiaro e lampante che il futuro ci proporrà PD e Forza Italia in chiave di alleati.

E ancora più interessante è notare come ci si muova, a tempi di marcia serrata, verso la nuova legge elettorale. Che è stata presentata dal PD, nonostante negli ultimi mesi tutti i suoi esponenti si erano stracciate le vesta, dichiarando che il PD non avesse i numeri. Sono addirittura stati disegnati, in 24 ore (non ci volevano mesi?), i 330 collegi del nuovo ordinamento, e si prevede che la legge sarà varata entro una manciata di giorni.
Ma non era il nostro  un sistema bicamerale obsoleto, in cui per fare una legge erano necessari anni?
Così, dopo 6 mesi passati a fare melina, oggi si si mette al passo di carica per licenziare in un mese la legge più importante dello stato, solo perché si vuole evitare di tenere il cerino in mano al varo di una legge di stabilità, che sarà sicuramente scomoda. E siccome a pensare male spesso si ha ragione,  un voto a fine anno, con prevedibili problemi a formare un governo in tempi utili, potrebbe far scattare autonomamente le norme di salvaguardia sull’IVA, con buona pace di molti. Me le immagino le facce  contrite: eh, non si è fatto in tempo.
Fantapolitica? Può essere. Ma nel 2013 non avrei mai potuto immaginare che in quattro anni saremmo giunti al disastro attuale.

Oggi il mio problema è quello di trovare una forza che mi rappresenti. Alla luce delle svolte di queste ore, posso affermare con certezza che il PD, avendo infranto il mio sogno tradendo il mio mandato, è oramai il mio ex-partito. E trovare il nuovo soggetto sarà cosa non facile, che richiederà molta attenzione: terrò bene a mente il detto ‘errare è umano, ma perseverare è diabolico’.

Ma un bel problema l’avrà anche il PD.

Arriverà a breve il momento dei conti, che però si fanno con l’oste, la base, e non con i sondaggi. Io se dovessi scegliere fra PD e Forza Italia non avrei dubbi: sceglierei sicuramente l’originale.  Fra l’arroganza di tanti esponenti del mio ex partito, e lo charme di  Berlusconi non avrei alcun dubbio.

Berlusconi, per lo meno, è simpatico.

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