Io sono una persona realista e forse bado troppo alla concretezza dei fatti. Mi piace festeggiare l’Unità d’Italia, ma devo confessare di essere rosa da un senso di ipocrisia. Sono conscia del fatto che domani ricorre l’anniversario dell’unità territoriale della nazione (ma neppure di tutta, vista che la caduta dello stato pontificio è del 20 settembre 1870). Purtroppo il reale sentimento di  una larga fetta di cittadini italiani credo sia ampiamente testimoniato dal livello di polemica delle scorse settimane e dalle prese di posizione di tanti in questi giorni.

Mi sono spessa chiesta quali siano le ragioni di fondo che hanno reso così difficile per noi riuscire a costruire in 150 anni una effettiva identità nazionale. E’ però un fatto che nonostante il problema sia stato emblematicamente sintetizzato dal ‘fatta l’Italia, ora bisogna fare gli Italiani” di Massimo D’Azeglio, le pie intenzioni sono rimaste, purtroppo, vuote parole.
Le nostre storiche questioni sono rimaste tali, mentre altre nazioni che hanno affrontato sfide analoghe hanno ottenuto risultati concreti.

Dipenderà dal carattere di noi Italiani?

Nonostante tutto, io sono fiera di appartenere a questa Nazione, felice di godere delle bellezze della nostra terra, orgogliosa della bontà del cuore della nostra gente. Mi piacerebbe che questa giornata diventasse lo stimolo per  ritornare a fare quadrato e pensare un po’ di più al bene comune della nostra Nazione, alla res publica, quella che è di ognuno di noi e che ha un disperato bisogno di essere ripensata dalla base.

In un mondo che diventa sempre più globalizzato, l’assieparsi ai piedi del proprio campanile non è conveniente per nessuno.

Tanti auguri, Italia.

Se vuoi condividere...

8 thoughts on “Auguri, Italia

  1. anche io sono orgogliosa di essere italiana per certe cose, tipo la bellezza delle nostre città e del nostro territorio, per la cucina, o al mondiale di calcio (non sempre!)…però devo ammettere che per molte altre cose non è che non sento un'identità comune: è che proprio non c'è, non è rintracciabile in nulla, proprio storicamente.
    Siamo uno dei paesi con più dialetti ed accenti, modi di fare, tradizioni, abitudini, c'è un abisso a volte anche tra paesino e paesino! Però è anche qualcosa che amo della mia Italia il suo essere così diversa e contrastante, che la rende davvero qualcosa di speciale nel mondo. 
    Peccato che l'Italia non si sappia nè comportare nè gestire: economicamente, politicamente, e anche nella vita di ogni giorno… un vero spreco di paese!

  2. che alla fine, sentendo discorsi anche in giro, c'è questa cosa qua di non voler festeggiare, perchè c'è malumore e posso capire.
    Ma festeggiamola questa Italia, che sia davvero l'inizio per un nuovo inizio.
    Anche io, orgogliosa di essere Italiana.

  3. Non sono d'accordo sul fatto che non vi sia una l'identità nazionale. Sono convinta che sono più le cose che ci uniscono rispetto a  quelle che ci dividono.
    Credo che sia mancata una azione politica lungimirante, visto che tutti i processi di unificazione richiedono programmazione, sforzi e lavoro per essere attuati.
    In Italia questo è mancato. I processi evolutivi non sono stati gestiti in modo adeguato, sono prevalsi interessi economici su quelli sociali e, triste a dirlo, in molti momenti storici sono mancati anche gli uomini giusti nei ruoli chiave della società.
    Io sono dell'idea che i problemi, nati al momento dell'unità, si siano radicalizzati nel dopoguerra. La reazione al periodo fascista ha portato alla negazione di tutti i modelli su cui faceva leva il regime, compreso il concetto di 'Patria', senza avere la capacità di costruirne di nuovi. Questo si è unito alla politica nazionale che si è da sempre basata sulla contrapposizione.
    Oggi perseveriamo sulla stessa strada. Avremmo invece bisogno di altro, di una rappresentatività diversa e di una partecipazione più attiva di noi cittadini. Ma soprattutto di un progetto politico serio che abbia come scopo il rafforzamento dell'identità nazionale.
    Sono daccordo con il presidente Napolitano. Se fossimo stati divisi, saremmo stati spazzati via dalla storia. Ma se continuiamo con le divisioni, il rischio di finire in serie 'C' è sempre dietro l'angolo.

  4. nonostante tutto, nemmeno io la dividerei mai l'Italia, la sento mia da nord a sud 🙂 parlavo solo di differenze molto marcate che non esistono negli altri paesi che ho conosciuto, almeno non così, e per cui è difficile arrivare a considerarsi una sola nazione…ma non lo vedo neppure così necessario "sentire" un'identità nazionale, basta amarla questa Italia, in generale, ma senza diventare fanatici. 
    Devo dire che, a radice delle mie esperienze all'estero compresa la presente, il patriottismo in generale non mi ha mai convinto, e i popoli troppo patriottici non mi son mai stati così simpatici: li trovo un po' limitati, un po' ignoranti, un po' razzistoidi, e decisamente insopportabili…

  5. Io credo molto nella saggezza del vecchio detto popolare il troppio stroppia… nella vita ci vuole il giusto equibrio, senza scadere da un lato nel nazionalismo o dall'altro nell'indifferenza.
    Peraltro se sentissimo la nazione un po' più nostra, probabilmente ci sentiremmo coinvolti in prima persona e forse riusciremmo a farla funzionare anche meglio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.